


| Sybilla (Dolomiti di Brenta) |
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Il grande diedro dove si svolge la seconda parte della via
Avvicinamento: Raggiungere il rifugio Tucket partendo da Vallesinella in 2h e30 oppure più comodamente dalla stazione a monte della funivia del Grostè in 1h. Alla sinistra del rifugio guardando la bocca di Tucket si nota il Castelletto inferiore. Portarsi sotto la parete e continuare per tracce di sentiero fin sotto al Castelletto di mezzo. Un vecchio chiodo cementato indica l'attacco della via. Materiale: Considerazioni: Via classima molto ripetuta, i primi due tiri sono un po unti, poi la roccia diventa stupenda. Abbimo ripetuto la via sulla base della relazione dei Sass Balòss del 2005 (http://www.sassbaloss.com/), la relazione è molto buona e permette di trovare facilmente l'itinerario. Dal 2005 ad oggi però ci sono stati alcuni piccoli cambiamenti e sopratutto c'è la possibilità di seguire delle varianti. Itinerario: L1- Attaccare in priossimità di un vecchio chiodo cementato e per facili roccette salire obliquando leggermente a destra. III, IV. (come da relazione originaria) L2- Continuare obliquando a destra e poi dritti fino a raggingere un grosso terrazzo detritico. Sosta su spit e chiodi. IV, IV+ (come da relazione originaria) L3- Non seguire i fix che proseguono dritti sulla parete ma portarsi dentro l'evidente canale detritico a destra della sosta. Dopo aver superato una paretina verticale (IV) traversare a destra continuando a salire fino a una evidente cengia dove è possibile sostare su due fix. (50 mt) L4- Dalla sosta traversare a destra sulla cengia di conserva o in sicura (1 ch a metà cengia) fino ad una sosta su 2 fix. Qui noi abbiamo fatto una variante e dalla sosta siamo saliti dritti e poi obliquando a destra fino a portarsi nel grande diedro camino su cui prosegue la via. ( IV+, V- 2ch, 1 cordone, 2 codini in fori trapanati 35mt). La variante proseguirebbe alla sinistra del diedro ma non la abbiamo percorsa. Alternativamente si puo proseguire sulla cengia fino al diedro-camino e salirlo dalla base. Sosta su vecchio chiodo e friend. L5- Abbimo proseguito per il diedro tenendosi però più a sinistra perche la roccia era bagnata affrontando alcuni passaggi di V dopo una grossa clessidra gialla. Da li siamo andati ancora qualche metro a sx fino a sostare su cengetta sotto uno spancio su vecchio chiodo e friend. (45mt IV+, V) L6- da qui è possibile o tornare nel didro (1ch) e fino alla sosta su clessidrone con cordone. (IV) oppure girare lo sigolo ancora a sinistra e con passagio esposto (V-) salire per la variante a spit fino alla sosta su 2 fix che si trova alla stessa altezza di quella della via originaria ma 6/7 metri più a sinistra. (20 mt ) L7- Fianlmente in via si prosegue nel diedro con passaggi di IV+ fino alla sosta su tre chiodi su un comodo terrazzino dopo un masso incastrato. 50mt (Proseguendo per la via a fix di sinistra probabilmente le difficoltà aumentano. Fix successivo ben visibile, roccia strapiombante gialla) L8- Da qui (invece di traversare a sinistra come suggerito dai Sas Balos) siamo andati dritti fino a una clessidrona, da li in traverso a sinistra per 4 metri (IV+) e poi dritti in un diedrino grigio e placchetta verticale (V- possbilità di mettere un friend 0.5) fino all'uscita. Sosta su 2 fix. (IV+ cl, V- 1p, 20mt)
Si seguono poi tracce in discesa su un accidentato ghiaione fino a ricongiungersi con il sentiero 315 che riporta al rifugio tucket.
Il grande diedro dove si svolge la seconda parte della via. Penultimo tiro dentro il diedro. |