


| Normale torre Stabeler (Vajolet-Catinaccio) |
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Seguire la cengia, semplice, a tratti esposta, che prosegue verso l'intaglio che scende tra Torre Stabeler e Torre Winkler ( Discesa: spostarsi sul versante nord (cioè quello opposto al rifugio Re Alberto) ove si trova una catena di calata. Effettuare una calata di oltre Note: Questa non è la via normale più comunemente seguita ma, nei primi tiri, si sviluppa su quella che dovrebbe essere stata la via originariamente dei primi salitori della Stabeler. Difficoltà: AD, IV+ Sviluppo: 5/6 lunghezze, per circa Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni e catene o vecchi chiodi. In via pochi chiodi, integrabili con nut/friend. Esposizione: est, sud-est. Tipo di roccia: dolomia. Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno con bel tempo. Tempo salita: 2h00 Primi salitori: G. Stabeler, H. Helversen, 16/07/1892. Relazione L1: Attaccare alcuni metri sinistra dell’intagli tra la torre Stabeler e Winkler. Si sale per facili roccette in verticale fino a un comodo terrazzo su cui si strova una catena con due resinati. (30mt II e III 1p) L2: Si sale per un breve canalino a sinistra della sosta e si arriva a un terrazzino dove si trova un chiodo con anello. Da qui a destra per una paretina e poi si gira dietro uno spigolino (1ch) e sempre dritti fino a una nicchia con due vecchi chiodi (IV+). Si procede a sinistra della nicchia (allungare bene il rinvio) e per altri 20 mt puntando leggermente a destra si arriva alla sosta su 2ch e clessidra. (50mt 4ch III, IV+ ,IV-. Sosta 2ch +1cl) L3: Dalla sosta traversa a destra per L’altra via normale passa sul pilastro appoggiato che è ben visibile dalla sosta di L2. L4 Traversare orizzontalmente a sinistra (facile) per cinque/sei metri, salendo poi in obliquo ad un muretto (cordone in clessidra). Da qui il percorso non è obbligato: si può salire rimanendo abbastanza a sinistra, seguendo una netta fessura ben proteggibile, uscendone a destra in parete nei tratti meno agevoli. Al termine di questo tratto si arriva ad una cengia e alla sosta su anelli. Rispetto al cordone si può comunque anche salire tranquillamente più a destra. (III, II) L 5,6 spostarsi a sinistra e salire per facili rocce con percorso libero, fino alla base di un muretto più verticale, che si sale seguendo un evidente fessura. Comoda sosta su cengia. (III 25 mt). Oppure è possibile continuare su rocce facili tenendo sempre la sinistra fino a incontrare lo spigolo. Sugito girato lo spigolo a sinistra si trova una sosta su due chiodi. (tiro 5e6, II e III, 60 mt ) L7 Salire il diedro che si trova a sinistra della sosta e dopo aver superato un muretto verticale (IV-) in leggero strapiombo il terreno diventa più facile. Continuare a salire fino all’intaglio seguendo uno spigolo dove perviene anche il diedro della via Fherman. (1ch). Entrare nell’intaglio a sinistra, alzarsi in spaccata nell'intaglio stesso, e passare quindi sulla parete di sinistra. Risalire la parete direttamente su grossi buchi (III+) fino a giungere in vetta. (2ch, 30 mt , soste di vetta attrezzate, III+ 1p IV-). |