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Lo scopo dell’Alpinismo Giovanile, secondo quanto previsto dai regolamenti vigenti all’interno del Club Alpino Italiano, è quello di utilizzare le formidabili opportunità che l’ambiente montano mette a disposizione per contribuire alla crescita fisica, umana e culturale dei nostri ragazzi, vero futuro non solo del Club Alpino Italiano ma del mondo.
Per conseguire tale scopo i ragazzi vengono introdotti alla frequentazione dell’ambiente montano con gradualità e divertimento, tenendo conto delle inclinazioni e delle specificità non solo di ciascun periodo della crescita fisica dei ragazzi ma anche, e soprattutto, delle inclinazioni e delle caratterialità di ciascun componente del gruppo.
Mezzo principale per conseguire lo scopo sopra detto è il gioco, per non creare – neppure all’interno dei corsi di formazione – disagio o fastidio ai ragazzi ma consentire alle loro personalità di estrinsecarsi in libertà e di plasmarsi ai valori della solidarietà, dello stare insieme, dell’ambiente montano; per condividere con loro il piacere del risultato dopo un po’ di fatica, nella serenità data dalla sicurezza, che non viene mai a mancare, e dal divertimento, nel rispetto delle regole e degli altri.
Trattandosi di una proposta che vuole accompagnare il ragazzo nel suo percorso di crescita, la frequentazione dei corsi di Alpinismo Giovanile si articola preferibilmente in più anni (sempre, ovviamente, se il ragazzo si diverte e pratica l’attività volentieri), durante i quali vengono praticate tutte le discipline contemplate dallo Statuto del Club Alpino Italiano, naturalmente ai livelli congeniali allo sviluppo psicofisico di ciascun allievo e secondo le sue inclinazioni: quindi oltre a muoversi con sicurezza nell’ambiente montano sui sentieri, i ragazzi imparano i rudimenti dell’arrampicata, l’uso dei vari materiali e delle tecniche su roccia e neve e, per i più grandi, su ghiacciaio, sempre seguiti e formati dagli Accompagnatori che compongono la Commissione Sezionale di Alpinismo Giovanile, appositamente preparati dagli Organi Centrali del C.A.I. sia su piano tecnico che su quello didattico e pedagogico. Viene proposto anche il contatto con realtà diverse come speleologia e, volendo, facili percorsi di rafting.

Oltre alla parte, per così dire, “fisica” dell’attività, particolare importanza rivestono altri due aspetti, fondamentali sia per l’andare in montagna in sicurezza, sia per la formazione umana dei ragazzi: da un lato molta parte dell’attività comporta l’apprendimento di materie necessarie all’alpinismo, come cartografia ed orientamento, la conoscenza dell’ambiente sia naturale che antropico della montagna, meteorologia, fisiologia ed alimentazione; dall’altro lato è incoraggiata e sollecitata la relazione di gruppo attraverso giochi, sia individuali che di squadra, affinchè i ragazzi imparino il rispetto reciproco, il piacere dello stare insieme, la sollecitudine verso il compagno di avventura, il rispetto delle regole, la lealtà.
Di regola non mancano, nell’arco dell’anno, una o più occasioni di incontro con i ragazzi di altre Sezioni anche loro impegnati nel percorso dell’Alpinismo Giovanile.

Risulta quindi evidente come l’Alpinismo Giovanile postuli dei periodi di frequentazione dilatati nel tempo, in armonia con i ritmi del processo di crescita dei nostri ragazzi e sia del tutto antitetico con logiche del “tutto e subito” o del “mordi e fuggi”.
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